– RECENSIONE – Il Priorato dell’Albero delle Arance

Ciao cari Divoratori!

Come state? Come stanno proseguendo le vostre letture della quarantena?
Soprattutto, cosa avete letto? ❤ Sono curiosa, me lo fate sapere nei commenti?

Oggi parliamo di un libro che fin dalla sua pubblicazione, nel novembre 2019, ha suscitato interesse e fama. Si tratta del quarto romanzo di Samatha Shannon, Il Priorato dell’Albero delle Arance, edito da Oscar Vault.

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  • Titolo: Il Priorato dell’Albero delle Arance
  • Autore: Samantha Shannon
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar Fantastica
  • Genere: fantasy
  • Pagine: 816
  • Data di pubblicazione italiana: 30 novembre 2019
  • Prezzo: 24,70€ cartaceo (Amazon) / 2,99€ eBook (Amazon)
  • Sinossi: La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.
    Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

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L’impegno della casa editrice Mondadori, nel promuovere e recuperare grandi titoli fantasy, si nota anche grazie alla pubblicazione proprio di questo libro e di titoli precedenti, come la trilogia di Nevernight di Jay Kristoff (saga che consiglio vivamente a tutti!)

Potrebbe esserci qualche minuscolissimo spoiler nella presentazione dei personaggi (nulla di compromettete, lo prometto ❤ )

Il libro di Samantha Shannon colpisce immediatamente per la sua trama ricca e articolata, incentrata principalmente su quattro personaggi principali, collocati in punti diversi di un mondo fantastico, ispirato però a luoghi e culture realmente esistenti.

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Fin da subito troviamo la corte del Reginato di Inys, governato da Sabran Nona, erede della Casata di Berethnet e garante, finchè siederà sul trono, dell’assenza del Senza Nome (un’entità malvagia e pericolossissima, che potrebbe risvegliarsi dal suo eterno sonno in cui era stato imprigionato secoli prima). Il principale compito della regina sembrerebbe, dunque, quello di prendere marito e assicurare il proseguimento della propria discendenza; tuttavia, ella sembra non gradire questa idea e tenere molto più alla sua libertà e indipendenza. Al suo fianco, comunque troviamo Ead, una ragazza che con la corte pare avere proprio nulla a che fare: infatti, è stata mandata ad Ascalon (la capitale inysh) per proteggere Sabran su ordine della Priora di un misterioso luogo chiamato Priorato dell’Albero delle Arance. Alcuni assassini mirano alla vita della regina, infatti, e nel frattempo, inquietanti notizie giungono sui generali del Senza Nome, risvegliatisi e tornati a seminare morte nel continente. In tutto questo non bisogna dimenticarsi di Lord Arteloth Beck, personaggio vicino a Sabran e Ead che svolgerà un’importantissima parte.
Dall’altro capo del mondo, in Oriente, intanto, si trova Tané, giovane allieva di una delle Case di Apprendimento. Gli esami per diventare un Cavaliere dei Draghi, suo sogno fin da bambina, la attendono. Una scelta, la notte prima della partenza per Ginura, le creerà non pochi problemi. Per non essere costretta a denunciare l’arrivo di uno straniero incontrato per caso (che potrebbe essere portatore di una forma particolare di peste – motivo principale della chiusura dei rapporti tra Oriente e Occidente nei secoli passati), Tané lo affida a Niclays Roos, vecchio alchimista in esilio.
Tutti questi personaggi si troveranno invischiati in una serie di scelte che chiederà ad ognuno di loro un sacrificio e una decisione per il bene del mondo.

Samantha Shannon, secondo me, ha compiuto un’impresa memorabile con questo libro: ha creato qualcosa di unico mescolando e recuperando le basi di un genere fortemente impregnato di regole stilistiche, per rivisitarle in una chiave completamente nuova. L’autrice non nasconde questi stereotipi, anzi li lascia in bella vista così che anche il lettore più inesperto possa riconoscere gli elementi che caratterizzano un Epic Fantasy come questo. Ne Il Priorato dell’Albero delle Arance, infatti, possiamo trovare tutto ciò che contraddistingue questo genere: in primis l’ambientazione, che pare una versione romantica e idealizzata del medioevo storico; la realizzazione di un passato storico-mitologico, ricco di leggende, che dà spessore e vita a luoghi e personaggi; e, per finire, la presenza della magia, che gioca un ruolo sempre fondamentale. Se volete un paragone diretto, un esempio lampante di Epic Fantasy a cui la Shannon si è ispirata, guardate ad alcuni dei maestri di questo genere: Tolkien, Brooks e Zimmer Bradley.

Priorato-2uDetto questo, non pensate a Il Priorato dell’Albero delle Arance come ad una lettura banale o vista e rivista! Si presenta, invece, fresco e scorrevole, profondamente originale sotto svariati aspetti. Lo stile di scrittura è pulito, fluido e intrigante.
Credo che il vero punto di forza, in grado di rendere il tutto così eccezionale, siano però i personaggi, veri padroni e artefici di questa storia.
Ci troviamo infatti davanti a un mondo dove i ruoli principali vengono affidati esclusivamente a personaggi femminili – e il fantasy è, notoriamente, invece un genere di appartenenza maschile – e nel quale vengono dati spazio e importanza a tematiche legate al mondo LGBT. Questa è la vera svolta, rende questo libro ancora più una perla rara per il genere!
La Shannon ci regala una vicenda nella quale l’ “essere donna” è l’elemento più sfruttato perché i personaggi non vengono rappresentati come eroi ignari, ma consapevoli del loro ruolo e, infine, come marionette che devono provare ad accontentarsi di reagire alle prove che il destino gli pone davanti.
Tané, Ead, Sabran, Kalyba, Cleolind, Neporo, Marosa, Margret, Onren, Nayimathun. Eccole, ognuna con le proprie sfumature.

Questi personaggi sono tutti importanti, sono tutti fondamentali e unici. Manca, infatti, quasi del tutto l’idea del Prescelto, di colui che deve portare il fardello, che deve risolvere tutto da solo (si pensi per esempio a quel povero Frodo Baggins). Qui, in questi due continenti lontani ma vicini, abbiamo un gruppo di protagonisti che devono inventarsi soluzioni e che devono modellare la propria vita su scelte e obblighi.

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Ho adorato questo romanzo, l’ho divorato in pochi giorni nonostante la sua mole di 800 pagine. È stato un subbuglio di emozioni e di curiosità. Concludo questa analisi, però, con una piccola critica: il finale. Certo, è stato abbastanza epico e movimentato, ma troppo sbrigativo rispetto al resto della storia che si è, invece, sviluppata con la giusta calma, permettendo al lettore di interiorizzare le informazioni e immergersi al meglio nelle scelte dei personaggi. Il finale, purtroppo, non ha rispecchiato tutte queste caratteristiche, è stato frenetico e a tratti forse anche un po’ confusionario –elemento magari voluto appositamente dalla scrittrice, trattandosi di una battaglia – ma comunque non del tutto accurato come mi aspettavo, ecco.

[SPOILER: ma ste gemme, per la miseria, come le hanno usate alla fine? Non si è visto quasi una mazza, io mi aspettavo chissà quale scena!]

Insomma, abbiamo un romanzo fantasy che, pur con questo difettuccio del rapido finale, cattura immediatamente la fantasia e la curiosità.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Ne siete interessati? Fatemelo sapere nei commenti ❤

 

VOTO:      voto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_positivo

 

NOTE SULL’AUTRICE
Samantha Shannon è nata a Londra nel 1991. Nel 2013 ha pubblicato La sognatrice errante, il primo dei sette volumi della serie La stagione della Falce, a cui sono seguiti The Mime Order nel 2015 e The Song Rising nel 2017, tutti bestseller internazionali, tradotti in ventisei lingue. Imaginarium Studios, inoltre, ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il Priorato dell’Albero delle Arance è il quarto romanzo dell’autrice.

 

Carlotta ~ Il profumo dei Libri

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